Spesa di Gennaio:

frutta e verdura per depurere il corpo

Concluse le feste di Natale e Capodanno, finiti gli avanzi e gli eccessi alimentari, è tempo di pensare a riprendere in mano il percorso nutritivo consueto. Un cammino equilibrato che ci accompagnerà fino alla primavera e alla prossima estate: gennaio è il mese della rinascita, che apre le porte al nuovo anno e le finestre per accogliere l’aria frizzante dell’inverno. Siamo nella parte centrale della stagione più fredda, ma presto il clima cambierà e finalmente la natura si avvierà verso il giusto risveglio La spesa di gennaio è una riconferma del periodo, ma ora più che mai è la chiave di lettura per ripulire corpo e mente dalle tossine accumulate con pranzi, cene e festività. momento.

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Le proprietà benefiche degli alimenti in base al colore.

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Ambiente

Scegliere di vivere il biologico in ogni suo aspetto con coerenza è il nostro impegno più importante.

Per questo, nel nostro lavoro, abbiamo scelto una serie di strumenti che ci aiutano a mantenere attuale questo impegno.

Per il confezionamento dell’ortofrutta abbiamo scelto sacchetti e guanti in MaterBi (www.materbi.it) un materiale innovativo ricavato dal mais e completamente biodegradabile.

Per i salumi e i formaggi materiali completamente riciclabili.

Abbiamo inoltre introdotto già da diversi anni la vendita di cereali e legumi sfusi e di detersivi alla spina. Questo tipo di vendita, oltre a consentire un minor consumo di plastica, permette anche un notevole risparmio negli acquisti.

Le borse per la spesa sono di carta, di materBi, di pet riciclato o di cotone biologico. Queste ultime sono state prodotte in Italia con cotone biodinamico certificato Icea.

     

Leggere l'etichetta

La carta d’identità del prodotto L’etichetta è la carta d'identità del prodotto, una guida fondamentale per il mangiar sano.
La normativa di base è il decreto legislativo n.109 del 27/01/1992 (in attuazione delle direttive europee 89/395/CEE e 89/396/CEE, che sarà gradualmente sostituito dal nuovo regolamento UE n.1169 del 22 novembre 2011).

Salvo pochi casi particolari, gli alimenti devono riportare alcune indicazioni fondamentali: denominazione del prodotto, elenco degli ingredienti, quantità netta, termine minimo di conservazione o data di scadenza, azienda produttrice/distributrice, lotto di produzione, modalità di conservazione e istruzioni per l’uso (ove necessario), presenza di sostanze allergizzanti. Entro un paio d’anni sarà obbligatorio inserire la tabella nutrizionale, ora facoltativa.

Per i prodotti biologici c’è di più. In etichetta deve comparire il logo biologico dell’Unione europea (la fogliolina verde composta da 12 stelle), con i codici che identificano l’organismo di controllo e l’azienda. Altro obbligo è quello di dichiarare la provenienza degli ingredienti con l’espressione “Agricoltura Ue” o “non Ue”. I prodotti biodinamici sono sottoposti agli stessi controlli; la presenza del marchio Demeter garantisce l’origine biodinamica di almeno il 90% degli ingredienti.

Segnaliamo 2 siti, molto utili:

www.icea.info

ICEA Check Food è il programma realizzato da Icea che ti permette di verificare, comodamente da casa, se gli additivi base del prodotto acquistato (acido citrico, pectina, ecc), indicati obbligatoriamente in etichetta, sono compatibili con il metodo di produzione biologico. Inserendo negli appositi spazi il nome degli additivi alimentari contenuti nel prodotto bio acquistato, Icea Check Food li divide, in “buoni” e “cattivi”. I “buoni”, visualizzati in verde, sono ammessi dal Reg. CE 834/07 per la produzione biologica.

www.biodizionario.it

Qui potrai capire la qualità dei componenti di un prodotto cosmetico e/o per l’igiene (detersivi, saponi, creme, deodoranti ecc)

La biodiversità

Un recente studio pubblicato su Science evidenzia come la biodiversità nel mondo sta pericolosamente scendendo al di sotto di quelli che potrebbero essere definiti “livelli di guardia“.

Il principale responsabile di questo cambiamento, che potrebbe mettere a rischio anche la sopravvivenza dell’uomo, sarebbe il cambio d’uso di enormi superfici di suolo e soprattutto la pratica di un’agricoltura sempre più intensiva.

La ricerca degli scienziati dello University College di Londra si è basata sui dati relativi a 2 milioni di analisi su circa 40 mila specie diverse presenti nel mondo.
I ricercatori hanno considerato una perdita del 10% di biodiversità come soglia limite oltre la quale parlare di insicurezza per la sopravvivenza di molte specie.
Nel 58,1% della superficie terrestre, dove risiede il 71,4% della popolazione mondiale, il livello di biodiversità ha già oltrepassato tale valore e sta determinando un rischio per moltissimi ecosistemi.

Talmente tante specie animali e vegetali stanno scomparendo che il corretto funzionamento di processi come l’impollinazione, la decomposizione dei rifiuti, la regolazione del ciclo globale del carbonio, potrebbe non essere più garantito.

Questo cambia completamente l’assetto naturale che sta permettendo la nostra sussistenza oggi.

Per questo motivo, il nostro impegno nei confronti dell’ambiente deve necessariamente avere come priorità la salvaguardia della biodiversità. Ma come attuare questo importante impegno, come farlo vivere nelle nostre azioni quotidiane?

La scelta di lavorare con piccoli produttori in stretto contatto con la loro realtà (vedi sezione produttori e distributori) ci permette di offrire prodotti tipici di quei territori e di conservare le tradizioni colturali che altrimenti andrebbero perse. L’olio fatto con varietà di olive tipiche dei territori di Sicilia, Puglia e Liguria ne è una testimonianza insieme all’aglio di Vessalico, alla nocciola Tonda Gentile del Piemonte (IGP) o a molte varietà di frutta e verdura fresca presente sul nostro banco ogni giorno.

Ma un altro aspetto estremamente importante riguarda i semi che sono un patrimonio dell’umanità, e per questo vanno protetti e valorizzati:
infatti, in essi è racchiuso tutto il futuro della vita.
Oggi quasi tutti i semi sono ibridi, cioè frutto di una selezione, per garantire una certa costanza di caratteristiche (forma, calibro e sapore) e anche una resa per ettaro che assicuri la sostenibilità economica dell’azienda agricola.I semi ibridi, quindi, sono molto importanti per tutte le aziende agricole, ma si sta anche acquisendo la consapevolezza che la loro gestione è finita in mano a poche aziende sementiere a causa degli investimenti richiesti per il loro sviluppo e la loro selezione.
Per questo bisogna cercare garanzie per un futuro dell’agricoltura svincolato dalle poche grandi aziende sementiere, magari le stesse attive nel settore Ogm. Gli ibridi hanno, inoltre, ridotto il peso di molte antiche varietà locali perfettamente adattate a territori specifici.

Per questo motivo Bioè ha scelto di collaborare con Cuorebio, una struttura di negozi e distributori che hanno come noi a cuore queste tematiche.

Cuorebio insieme ai produttori ha iniziato a cercare delle alternative che riducano la dipendenza dagli ibridi, senza però mettere a rischio l’attività delle aziende agricole.

Il progetto sulle sementi non ibride è partito con le carote coltivate nell'Azienda agricola Naldi. http://www.negozicuorebio.it/it/produttori/sementi-non-ibride

Attualmente abbiamo in negozio una passata di pomodoro dell’azienda Di Vaira prodotta con sementi non ibride.

Il nostro impegno

Scegliere di vivere il biologico in ogni suo aspetto con coerenza è il nostro impegno più importante.

Per questo, nel nostro lavoro, abbiamo scelto una serie di strumenti che ci aiutano a mantenere attuale questo impegno.

Per il confezionamento dell’ortofrutta abbiamo scelto sacchetti e guanti in MaterBi (www.materbi.it) un materiale innovativo ricavato dal mais e completamente biodegradabile.

Per i salumi e i formaggi materiali completamente riciclabili.

Abbiamo inoltre introdotto già da diversi anni la vendita di cereali e legumi sfusi e di detersivi alla spina. Questo tipo di vendita, oltre a consentire un minor consumo di plastica, permette anche un notevole risparmio negli acquisti.

Le borse per la spesa sono di carta, di materBi, di pet riciclato o di cotone biologico. Queste ultime sono state prodotte in Italia con cotone biodinamico certificato Icea.

     
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