La biodiversità

Un recente studio pubblicato su Science evidenzia come la biodiversità nel mondo sta pericolosamente scendendo al di sotto di quelli che potrebbero essere definiti “livelli di guardia“.

Il principale responsabile di questo cambiamento, che potrebbe mettere a rischio anche la sopravvivenza dell’uomo, sarebbe il cambio d’uso di enormi superfici di suolo e soprattutto la pratica di un’agricoltura sempre più intensiva.

La ricerca degli scienziati dello University College di Londra si è basata sui dati relativi a 2 milioni di analisi su circa 40 mila specie diverse presenti nel mondo.
I ricercatori hanno considerato una perdita del 10% di biodiversità come soglia limite oltre la quale parlare di insicurezza per la sopravvivenza di molte specie.
Nel 58,1% della superficie terrestre, dove risiede il 71,4% della popolazione mondiale, il livello di biodiversità ha già oltrepassato tale valore e sta determinando un rischio per moltissimi ecosistemi.

Talmente tante specie animali e vegetali stanno scomparendo che il corretto funzionamento di processi come l’impollinazione, la decomposizione dei rifiuti, la regolazione del ciclo globale del carbonio, potrebbe non essere più garantito.

Questo cambia completamente l’assetto naturale che sta permettendo la nostra sussistenza oggi.

Per questo motivo, il nostro impegno nei confronti dell’ambiente deve necessariamente avere come priorità la salvaguardia della biodiversità. Ma come attuare questo importante impegno, come farlo vivere nelle nostre azioni quotidiane?

La scelta di lavorare con piccoli produttori in stretto contatto con la loro realtà (vedi sezione produttori e distributori) ci permette di offrire prodotti tipici di quei territori e di conservare le tradizioni colturali che altrimenti andrebbero perse. L’olio fatto con varietà di olive tipiche dei territori di Sicilia, Puglia e Liguria ne è una testimonianza insieme all’aglio di Vessalico, alla nocciola Tonda Gentile del Piemonte (IGP) o a molte varietà di frutta e verdura fresca presente sul nostro banco ogni giorno.

Ma un altro aspetto estremamente importante riguarda i semi che sono un patrimonio dell’umanità, e per questo vanno protetti e valorizzati:
infatti, in essi è racchiuso tutto il futuro della vita.
Oggi quasi tutti i semi sono ibridi, cioè frutto di una selezione, per garantire una certa costanza di caratteristiche (forma, calibro e sapore) e anche una resa per ettaro che assicuri la sostenibilità economica dell’azienda agricola.I semi ibridi, quindi, sono molto importanti per tutte le aziende agricole, ma si sta anche acquisendo la consapevolezza che la loro gestione è finita in mano a poche aziende sementiere a causa degli investimenti richiesti per il loro sviluppo e la loro selezione.
Per questo bisogna cercare garanzie per un futuro dell’agricoltura svincolato dalle poche grandi aziende sementiere, magari le stesse attive nel settore Ogm. Gli ibridi hanno, inoltre, ridotto il peso di molte antiche varietà locali perfettamente adattate a territori specifici.

Per questo motivo Bioè ha scelto di collaborare con Cuorebio, una struttura di negozi e distributori che hanno come noi a cuore queste tematiche.

Cuorebio insieme ai produttori ha iniziato a cercare delle alternative che riducano la dipendenza dagli ibridi, senza però mettere a rischio l’attività delle aziende agricole.

Il progetto sulle sementi non ibride è partito con le carote coltivate nell'Azienda agricola Naldi. http://www.negozicuorebio.it/it/produttori/sementi-non-ibride

Attualmente abbiamo in negozio una passata di pomodoro dell’azienda Di Vaira prodotta con sementi non ibride.

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